Barthelemy
Formentelli

 

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Barthèlèmy e le sue passioni nel 1957 !
 

BIOGRAFIA

La gioventù
Bartolomeo Formentelli nasce in Francia a Courquetaine, vicino Parigi, da genitori italiani; il padre era originario della Valcamonica e gli ricordava spesso i toni argentini dell'organo del suo paese, Ono San Pietro. Bartolomeo riceve i primi insegnamenti di musica sacra e tastiere da Marcel Thomas, Maestro di Cappella della Cattedrale di Meaux. Con lui Bartolomeo discute spesso sugli Organi Italiani, sul loro ripieno argentino e sui suoni chiari e brillanti.   Il quattordicenne Formentelli decise così di partire per una nuova avventura: apprendere l'arte Organaria con tutti i sacrifici e le rinunce che questa professione comporterà.  Questo probabilmente accadde per le nascoste interconnessioni fra Corquetaine (Antico feudo di Couperin) e Brescia, la città degli
Antegnati, insigni organari italici. Dopo un periodo di lavoro di due anni in falegnameria tradizionale, Formentelli apprende l'arte organaria nell'Atelier di Gonzales in Parigi, ove rimane per sette anni. Dopo questo periodo, egli si trasferisce da Hartmann (Giura), l'ultimo possessore dell'antica reale arte "du facteur d'orgue" per altri 2 anni. 
Appena ventenne,  Formentelli restaura  l'organo  di  Dammarie Les Lys. Il primo concerto e' tenuto da 
Andrè Marchal.  Il governo francese ha insignito Formentelli con una medaglia d'oro per questo lavoro.

L'Invasione
Sulle orme degli antichi invasori francesi guidati da Carlo VIII, Formentelli discende in Italia alla guida di una Aermacchi 350 dal cilindro orizzontale; nonostante la guida spericolata del giovane organaro, per grazia divina ci e' stato concesso di averlo ancora vivo; infatti il nostro organaro e' rapito dall'ebbrezza provocata dalla guida del cavallo di ferro e spesso guida in modo assi avventato. Egli racconta di aver piegato un po' troppo una volta con una BMW a cilindroni orizzontali e aver lasciato scintille sull'asfalto in una curva, prima di uscire di strada tra due alberi e finire la corsa folle in un prato, senza alcun danno (!). Non così per l'atterrito passeggero, abbastanza traumatizzato: entrambe furono recuperati da militari che passavano lì, attoniti per le scintille e per la dinamica dell'incidente. L'unica cosa che blocca Formentelli dinanzi alla televisione (odiata a tal punto di bandirla dalla sua casa) e' ... la MotoGP! E' infatti un accanito tifoso di Valentino Rossi; piegando le Bombarde dell'organo di Rieti a 45° verso l'abside, ha asserito che somigliano agli scarichi della Ducati Motogp!
Ascoltando il chiaro limpido e argentino suono degli organi italiani, Formentelli decide di stabilirsi in Italia e nel 1964  inizia l'allestimento della sua attuale bottega artigiana nel Veneto.
 

 

L'organo Baumeister di Maihingen (1737)

 

L'Organaria secondo Formentelli: la cultura mediterranea e le sette Qualità del Suono di Dom Bedos

Nella meravigliosa Valpolicella, famosissima per i suoi vini,  egli consolida metodiche di lavoro in antitesi totale con l'organaria cosiddetta "industriale": le ditte organarie in genere per sopravvivere e abbassare i costi, industrializzano al massimo le procedure e i materiali, e per la costruzione delle canne ricorrono spesso a fornitori esterni. Cosi facendo, si perde inevitabilmente la conoscenza e la disciplina dell'arte organaria nella sua globalità.  Formentelli, in controtendenza, si ostina a seguire i dettami dell'arte organaria classica, così come tramandato dai grandi trattati enciclopedici del '700 francese (
L'Art du Facteur d'Orgue di Francois Dom Bedos de Celles). Egli costruisce organi esclusivamente a trasmissione meccanica sia per i registri che per la tastiere, e filologicamente osservanti nella disposizione fonica e nella struttura le regole della tradizione organaria. Bartolomeo rinuncia rigorosamente ad ogni forma di clientelismo nel concepire le sue opere, pur di seguire progetti storici e filologici. Per questo si scontra sovente sia con le esigenze di mercato, sia contro le accuse di filologia. Accusato di "formentellizzare" nell'intonazione gli strumenti antichi,  egli  semplicemente sostiene che dai testi antichi il suono dove avere sette qualità eccelse (Sonore, Doux, Brillant, Moellux, Eclatant,Tenere, Net - da l'Art du Factuer d'Orgues, 1765):  pertanto Formentelli pratica la sua intonazione per avere suoni il più conformi possibile alle sette qualità. Ricordiamo a tal proposito un viaggio effettuato nell'inverno 2008 da un gruppo di musicisti-musicologi (trai i quali F. Colamarino, H. Jourdan e altri) all'organo Baumeister (1737) di Maihingen Cloister
. Lo strumento e' giunto a noi praticamente immutato grazie ad un lungo periodo di clausura dovuto a sigilli napoleonici e ci consente di ascoltare la voce reale di uno strumento antico praticamente immutato.
Ho personalmente ascoltato le registrazioni dell'organo di Maihningen e il suono e' vivo, profondo, autorevole, suggestivo, assolutamente ricco di armonici: praticamente è il suono delle intonazioni cosiddette "alla Formentelli". Provare per credere. Questo è in palese contrasto con alcune intonazioni molto "chiuse" sulla fondamentale che ho ascoltato anche troppo spesso: esse tendono, a mio avviso, a ridurre la canna ad un generatore assoluto di nota fondamentale, il che rende l'organo inevitabilmente di timbro assai scuro, tedioso, pesante e artificioso, poco suggestivo. A questo proposito la colorita osservazione di Formentelli e' la seguente "se si deve faticare tanto per fare un organo a canne che suona così, tanto vale comperarne uno elettronico". 

 

L'Intonazione

Oltre a L'Art du Facteur d'Orgue, altre fonti bibliografiche utilizzate da Formentelli come riferimento per l'intonazione sono i quattro volumi del Palladio-Vasoni sull'architettura, le lettere di Serassi e Lingiardi, e molto altro materiale storico attinente: ma sopratutto c'e' l'enorme pratica acquisita in molti decenni di esercizio dell'arte di organaro che ad oggi vanta 72-14=58 anni di pratica nell'arte organaria. L'intonazione di Bartolomeo e' particolare, e per ognuna delle centinaia di migliaia di canne che lui ha costruito e armonizzato, egli ha dato la propria voce, il suo timbro, l'attacco, l'intensità, la luminosità, morbidezza, la nitidezza, la sua forza, il suo "corpo". Il riferimento all'armoniosità e alla varietà della natura e della voce umana è costante; il canto esterna il pensiero, tradisce i sentimenti, si apre agli altri senza ritegno, articola, scandisce, vive. Tutto questo deve caratterizzare i registri di un organo. Il finale e decisivo tocco di armonizzazione è possibile solo se la respirazione dell'organo è regolare e ben distribuita. Infine tutto questo e' vano se il modo di toccare la tastiera meccanica dell'organista è inadeguato. Il coronamento di tutto e' un tocco fresco e delicato, con gli opportuni ornamenti, con l'articolazione giusta, scevro da inutili virtuosismi o velocità innaturali che falsano la fonica dello strumento. Formentelli nel suo lavoro esprime un messaggio artistico che non si conclude al mero strumento, ma che auspica anche la bella esecuzione sul suo strumento, secondo quanto citato ne "l'Art de Toucher le Clavecin" di F. Couperin le Grand. Allora e solo allora  l'uomo si compiace, ascoltando l'intera armonia dell'organo, che è un tutto, una grande voce, composta da un "pieno", ovvero un complesso di voci ogni anima umana nella sua infinita diversità. Ecco perche' uno strumento puramente moderno, tecnologico, freddo, industriale, addirittura elettronico suona sgradevole, misero, gelato, inascoltabile dagli animi sensiblili. E' un suono orribile, indegno di propagarsi in un ambiente sacro.
Bartolomeo, dunque, ha gridato per 47 anni, instancabilmente, senza secondi fini, senza compromessi, con coraggio, entusiasmo, passione e ragione la sua visione dell'intonazione di un organo. Certo, per ottenere questo risultato, deve anche comunicare ai suoi dipendenti tutto il necessario per conferire l'energia, il duro lavoro, i requisiti, la grinta necessaria a non trascurare i dettagli. Per tutto questo e' temuto ma rispettato, e chi riesce a resistere nella sua bottega organaria acquisisce una manualità e capacità esecutiva assolutamente particolare. Tutto il carattere latino esplode nel suo urlare, ma non importa: i suoi strumenti hanno un suono particolare e affascinante, tanto discusso negli anni passati, tanto oggi celebrato e apprezzato. Essere avvolti dal calore dei suoi Fondi d'Organo e' una esperienza unica. Ascoltare le sue ance nette, brillanti e' entusiasmante. Il paragone con strumenti industriali degli anni passati è impietoso, e spesso causa nell'organista (decine di testimonianze..) un senso di fastidio nel suonare organi il cui suono delle canne e' talmente innaturale da ricordare un altoparlante di un elettrofono.. fateci caso!
Altra annosa disputa e' l'utilizzo dei denti nell'intonazione. Formentelli, per lavori settecenteschi, la nega nel modo più assoluto, e questo e' conforme al Dom Bedos, in quanto nel trattato riguardo l'intonazione non vi e' traccia alcuna di cenni a questa pratica.  Non e' chiaro se Dom Bedos la bandisse o non la conoscesse affatto (1760 circa). Non si può peraltro negare che tracce di denti originali siano state ritrovate nelle canne di antichi organi italiani coevi. Il culmine artistico di Formentelli e' raggiunto nella costruzione e intonazione del monumentale organo Dom Bedos-Roubo Benedetto XVI in Rieti, apoteosi dell'arte organaria classica francese.

 

Le opere

Durante i primi anni in Italia, le metodiche estremamente filologiche comportano anche periodi non floridi economicamente per la bottega del maestro. Fortunatamente egli resiste con la forza e la capacità artistica, ampiamente mostrata specialmente all'estero, ove, fra i moltissimi lavori che gli vengono commissionati, Formentelli riporta all'antico splendore il capolavoro settecentesco di
Moucherel nella cattedrale di Albi, uno stupendo strumento di 5 tastiere: l'artista accetta la sfida della ricostruzione guidata da una commissione presieduta da Xavier Darasse e la porta al totale successo, riportando l'organo agli antichi splendori dopo il decadimento tardo ottocentesco di cui era stato vittima lo strumento. Oggi il Moucherel risuona in tutta la sua eclatante sonorità ed eleganza;  i lavori di  Formentelli divengono numerosi anche in Italia. I suoni antichi, insoliti ed espressivi delle sue intonazioni molto aperte possono essere ascoltati anche nella capitale (Organo del Giubileo in S.M. degli Angeli) nonché nel capolavoro seicentesco di Luca Blasi in S. Giovanni in Laterano, restaurato nel 1989; un grande organo enarmonico basato sul 24 piedi a due tastiere, a corista romano. i. Bartolomeo sposa in Portogallo la moglie Teresa, portatrice d'ordine nella sconclusionata documentazione del genio Formentelli.. senza di lei il nostro organaro non saprebbe neanche ritrovare una bolletta del gas. L'opera di Formentelli ha il suo massimo culmine nel grande strumento costruito per Rieti dal 2004 al 2009; questo, accanto al trattato ispiratore de "L'art du Facter d'orgue" di Dom Bedos de Celles, affianca l'imponente " L'art du Menuisier - Carroisser" del coevo  Monsieur Roubo le Fils per tutto cio' che concerne l'arte della carpenteria e dell'ebanisteria. La summa di questi due trattati rivive oggi per merito dell'artista franco-italiano e dello scultore Sergio Bellani di Bovolone, nel capolavoro di Rieti, l'organo Dom Bedos-Roubo della Basilica di San Domenico in Rieti

La stirpe

Uno dei figli  di Formentelli, Michel, sta procedendo sulle orme del padre ed ha aperto una propria bottega in Camerino, nelle Marche. Attualmente sta riportando allo splendore antico molti storici strumenti delle Marche, come il meraviglioso strumento a due tastiere dalle ance di insolita foggia (violoncello a gladio) di Comunanza (Ascoli Piceno), stratificato con lavori di più epoche (da Fedeli a Cioccolati, con aggiunta di campanelli e grancassa). L'altro figlio,
Daniel e' prima viola alla Fenice di Venezia e attualmente e' dislocato in una grande orchestra in Lyon (Francia).

Barthelemy Esecutore (!)

Barthelemy e' anche un esecutore raffinato; e' uno dei pochi organari che oltre a costruire organi li suona in modo severo e esigente. Quasi per scherzo abbiamo registrato Bartolomeo in San Domenico mentre esegue un Noel di d'Aquin: il risultato e' stato sorprendentemente "professionale" . Egli pratica con rigore la tecnica de l'Art de Toucher le Clavecin di Couperin: ovvero totale eliminazione dei colpi di polso, con l'ottenimento di una elegante fluidità dell'armonia: ne' staccata ne legata, ma bensì articolata.  Simile all'incedere del canto umano. Se si vuole ascoltare "la bella esecuzione" (articolata, molto delicata ed espressiva) uno dei grandi interpreti contemporanei di questa tecnica esecutiva e'  il concertista svizzero Hadrien Jourdan.

L'apoteosi del gusto classico francese: il Dom Bedos - Roubo

Formentelli Bartolomeo  ha sempre avuto come massima aspirazione per il culmine artistico della sua carriera la coniugazione dei massimi trattati sull'arte organaria e sull'arte della falegnameria, ovvero un organo ideale secondo i trattati di F.
Dom Bedos e A. Roubo, mai costruito prima: qui a Rieti siamo onorati di avere oggi uno dei più imponenti e singolari monumenti dell'arte organaria contemporanea. Curioso e' il fatto che prima di donare alla storia un organo francese in Italia, l'organaro ha fatto esattamente il contrario a Manigod in Francia, costruendo uno splendido strumento nel gusto italiano.. la dualità e' completa. Oggi il capolavoro dei "redivivi" Francois Dom Bedos de Celles per l'organaria e Andreas Roubo per la falegnameria, unico nel suo genere come lavorazione artistica dai tempi della Rivoluzione Francese, troneggia imperioso nella romanica basilica di S. Domenico, riportata agli antichi fasti dopo un oblio di decenni che aveva portato la chiesa sull'abisso della rovina e dell'abbandono. Si potrà obiettare la scarsa coerenza filologica di un organo barocco francese in una chiesa del '200, come alcuni han fatto notare: ma tant'e'...il risultato e' sotto gli occhi (estasiati) di tutti. A tal riguardo, ci scusiamo con i turisti e i visitatori tutti di San Domenico per i pali dell'illuminazione della chiesa, che sanno tanto di autostradale svincolo, di fronte ai dipinti duecenteschi della neo-basilica di San Domenico. Il bello sarebbe poter avere a Rieti anche un organo sinfonico.. ma la "pianificazione" nell'arte organaria e' un ideale ben lontano, come dimostra la costruzione recente di un altro organo meccanico di stile settecentesco in San Giorgio, sempre a Rieti.

ANEDDOTI

 

L'Appetito da paura

Spaventoso: questo e' il termine corretto per descrivere l'appetito di Formentelli; in effetti lavorando per 14/15 ore al freddo delle chiese, sollevando pesi di ogni genere egli deve nutrirsi. Sostiene però che il gusto del cibo e' assai prossimo al gusto che si ha nell'ascolto di buona musica, e che "noi italiani" siamo troppo "schifittosi" nel gustare pietanze saporite o "estremali". Perciò: viva la trippa, le interiora, la distruzione di teste d'agnello, occhi, formaggi pesantissimi e in generale, cibi ben "puzzolenti". Un uomo normale sarebbe già morto da tempo, lui NO. Eccolo intento alla distruzione di specialità lucane tra le quali la ricotta di pecora forte, le polpette piccanti di cavallo, vino tarantino denso come lo sciroppo, parmigiana di melanzane.
Ovviamente gelatino finale affogato nel Borsci e' di rigore. Dopodiché egli si considera "rifocillato" per reiniziare a lavorare (!!!) con la solita infernale lena...

 

I duelli verbali

Decennale e forte amicizia regna tra il maestro organaro e il suo naturale avversario, ovvero l'organista, nella persona di Francesco Colamarino. Questi e' il naturale moderatore dell'arte a volte estremale di Bartolomeo, ed e' il solo capace di indurlo a smussare aspetti e dettagli delle proprie opere, altrimenti assolutamente irremovibili per Bartolomeo. Ad esempiuo, la pedaliera alla tedesca di Rieti e' frutto della consulenza di Colamarino: ma non appena la vede installata il Bartolomeo esclama "Via quella merd.. " e la sostituisce immediatamente con quella alla francese (!!). Durante l'intonazione di Rieti, Colamarino era intento ad aprire le bocche con un piccolo seghetto elettrico da dentista che produceva rumori curiosi... Bartolomeo urla "E basta con quella diavoleria... sembra l'urlo di un animale ferito.. fai rivoltare Dom Bedos nella tomba!".   

Il furgone

Estrema e'  la contrapposizione tra la cura raffinata dei sui lavori e il suo veicolo preferito: il suo lavoro preferito e' un vecchio Mercedes Sprinter da 250.000 km... il muso ha perso da tempo la mascherina. Ogni qualvolta Bartolomeo aggiunge un urto alla collezione, esegue una brillante riparazione con fori di trapano e filo di ferro, come da foto (!!!!). Dopo aver completato l'aggiustaggio, esclama: "guarda quanto e' bello.. e' così irregolare.. ah, no! Un tedesco non l'avrebbe mai fatto così.. !!!". Inoltre orgoglioso dichiara: "l'ho lavato solo 2 volte in 10 anni..".  NOTA: e' stato recentemente costretto a riparare il muso del furgone, e per questo si e' molto intristito (!!). Somma felicità quando e' riuscito a far smontare l'autoradio..

La persecuzione dell'organista

Durante le prove del coro Aurora Salutis, indispettito dal fatto che non poteva lavorare in pace, il nostro comincia a suonare colpi di campanello e percuotere pezzi di metallo a tempo a lato della povera organista Francesca, che al fine esclama "e basta, bambino Bartolomeo!!!"
Alle proteste di Francesco Colamarino per la pedaliera francese, che costringe a stare molto eretti (come la tavola del Dom Bedos dell'organista con la spada) egli protesta vivacemente.. "ma solo io devo stare scomodo mentre lavorooo??? anche l'organista deve soffrire!"

 

 

 

 

Live Performance
Eccezionale perfomance alla Santa Messa Domenicale del Nostro. Infastidito dalle chitarre (!!), egli e' in cantoria attonito. Di fronte a 300 fedeli egli si impossessa del violino di una nostra musicista, lo impugna a mo' di chitarra e accompagna i canti suonando il violino come se fosse Frank Zappa. Una cosa indimenticabile (!)

La motoGP
Affascinato dalle sfide dei piloti motoGP, quasi a ricordare le tenzoni degli antichi cavalieri, Formentelli ha entusiasticamente paragonato le sue pieghe delle tube di Bombarde dell'organo di Rieti verso il retro dello strumento agli scarichi della Ducati di MotoGP. In effetti lil tipo di suono emesso e' simile...

Il "Turpiloquio"
Formentelli e' fondamentalmente un letterato anche se non ha titoli di studio, vista la mole di libri che ha divorato con appetito goloso (anche tutti i romanzieri e drammaturghi tedeschi ai francesi, russi..per arrivare alle commedie greche). Pertanto rifugge integralmente dall'utilizzo di qualunque parola che concerne il turpiloquio, sostenendo che e' ben piu difficile apostrofare un imbecille utilizzando colorite e forti espressioni attinenti al buon gusto della lingua italiana che abbandonarsi ad un facile turpiloquio !!!!  Unica eccezione per tutto, la vigorosa parola oramai famosa "MERD !!!"  che e' l'UNICA "parolaccia" che sentirete mai pronunciare dal nostro Barthelemy (!).

La tecnica di Guida
Formentelli ha una guida tutta particolare, abbastanza sicura. Innanzitutto e' mostruosamente veloce nel traffico, ove mulina il furgone sprinter come fosse una Smart.  Il poveraccio che gli capiti vicino dovrà abituarsi! Durante i sorpassi in autostrada sfiora di 4 mm il guardrail, perche' "TANTO QUELLO NON SI MUOVE, MENTRE GLI ALTRI VEICOLI.. !!!"  e questo è vero! Poi LUI sostene che e' importante farsi sentire. Quindi, CLACSON DI CONTINUO tanto che gli altri utenti si chiedono se ci sia qualcuno da portare in ospedale.. (!!). Poi, giustamente, ama mantenere il motore sempre in tiro e quindi la guida assomiglia più alle cambiate di un rallysta che ad un utente di veicolo da trasporto.. :-)

Il Navigatore Satellitare???
"MERD, queste diavolerie non c'erano nel 1700"
e allora??? Si fa senza, ovvero cartina stradale o solamente domande agli attoniti astanti del luogo!!! A volte pero' l'atavico metodo mostra i suoi limiti, come lil recente smarrimento nelle campagne del metapontino, ove si rasentò la denuncia di scomparsa. Rientro alle 22.00 anziché le previste 19:00 dopo aver perlustrato tutte le stradine di campagna della bassa Lucania perche' NON C'ERA ANIMA VIVA a cui chiedere la strada! E il povero lucio ad aspettare nella piazza di Pisticci disperato..

I Pernotti??
Una tragica notte a Matera: l'albergatore perfido riserva al Nostro e a me medesimo una meravigliosa MATRIMONIALE!!!! Egli reagisce "Ah no eh, ah noooo io la' dentro non ci vado!!!Distrugge il letto, per fortuna il materasso e' doppio. Mette la sua metà sul pavimento "Qui per terra si sta benissimo" e li dorme come una trave di castagno!!!!   La sveglia e' traumatica! Apertura delle finestre alle 6.45 con improperi "MERD.. ANCORA DORMIII ???"

 

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